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La tradizione della pizza e birra è quasi un dogma nella nostra società, più difficile da sradicare del Catenaccio eppure, a ben guardare, quando parliamo di materie prime non possiamo che considerare la birra (che è già di suo a base cereali) come un doppione della pizza: una combo cereali + cereali che certo non aiuta la digestione, nonostante negli anni sia andata maturando l’idea errata che una bevanda gassata o una birra industriale, soprattutto se abbinata a un prodotto da forno altrettanto industriale, possa avere qualche influenza sulla nostra digestione, influenza che invece è irrisoria data la bassa qualità di tali prodotti.
Naturalmente il discorso cambia quando parliamo di una pizza lievitata in maniera corretta e abbinata a una birra non pastorizzata spinata a regola d’arte, ma non è questa la sede per occuparci di pancia gonfia o peggio. Noi al Tabernario preferiamo occuparci di gusto, ed è per questo che siamo sempre alla ricerca dei migliori abbinamenti possibili, quelli in grado di restituire al nostro palato sapori in grado di esaltarsi a vicenda.

In questi anni il Tabernario è stato più volte vittima di crisi di identità, non per colpa nostra a dire il vero, anzi, come spesso capita la colpa non è di nessuno, sono cose che semplicemente accadono, come l’abuso di panna nei piatti degli anni ottanta o il passaggio di Calhanoglu dal Milan all’Inter.


Ecco allora che talvolta il Tabernario è stato scambiato per quello che non è, un po’ perché noi, innamorati dei tapas bar di San Sebastian, abbiamo provato per un po’ a surfare come si fa da quelle parti fra l’essere un posto dove si mangia e un posto dove si beve senza reali cesure fra i due mondi, e un po’ perché in fondo non basta l’oceano a trasformare Sondrio in una cittadina spagnola, anzi basca.
Da un anno a questa parte, come sapete, abbiamo di nuovo cambiato pelle e dato che capita ancora di trovarsi alle prese con le crisi di identità, abbiamo deciso di rendere chiaro a tutti quid est Tabernario, buttando giù una lista brutale di quello che siamo, ovvero:

- Un’enoteca con forno dedicata prima di tutto agli amanti del vino

- Un locale dove condividere il tempo, una bella bottiglia accompagnata da una pala appetitosa o un cestino di fritti

- Un rifugio per chi apprezza la birra artigianale

- L’ università del Gin Tonic e dei distillati pregiati da meditazione

- Il posto più figo del mondo

L’anno prossimo vado a letto alle dieci. Se non avete mai visto il film andate a ripescarlo perché ci sono almeno cinque scene culto, e se non avete mai provato ad andare a letto alle dieci a capodanno nonostante l’abbiate minacciato ogni dicembre, forse è arrivato il momento di provarla questa ebbrezza finora solo ventilata: quella di risparmiarsi almeno per una volta i cotillon da veglione di Rai 1, lo zampone che magari nemmeno vi piace ma che va mangiato perché  insieme alle lenticchie porta soldi, i forzati propositi di fare gli auguri anche a quelli che vi stanno sullo stomaco, e l’amara constatazione che tutto ciò che avete procrastinato per l’anno nuovo (smettere qualche vizio, iscriversi in palestra, mettersi a dieta) è già qui, perché l’anno nuovo è già qui e tutti quanti lo stiamo aspettando con ansia immotivata. 

Piccole, numerose, persistenti, salendo formano delle catenelle…graziose e composte collane di perle, il perlage per l’appunto. Avete capito bene stiamo parlando delle protagoniste indiscusse del periodo festivo: le favolose e irrinunciabili BOLLEE se dal punto di vista enologico per un’enoteca le bolle rappresentando uno dei prodotti più interessanti poiché… come dire…“vestono sempre bene e non impegnano” (si possono bere tutto l’anno senza compromessi) è altrettanto vero che vi sono alcuni luoghi comuni collegati ad esse da sfatare. 

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(Oscar Wilde)

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