Il Gin Tonic come piace a noi

Con il passare del tempo ce lo domandiamo spesso...ma cosa bevevamo vent'anni fa?
Ok, forse certe domande meritano di rimanere senza risposta, soprattutto per chi come noi vent'anni fa già si poneva il problema di che cosa ordinare all'ora dell'aperitivo, dopo cena, al pub e in discoteca.
Più o meno ai tempi del Millennium Bug, della SARS (ma ve la ricordate la SARS?) e di Andiamo a Berlino Beppe! La fantasia, talvolta perversa dei barman, quelli bravi ma purtroppo anche quelli che non avevano nemmeno la possibilità di guardarsi un tutorial su YouTube, si declinava in cocktail dai nomi quasi più improbabili del loro discutibile gusto.
È stato proprio in quel periodo, nel 2004 per essere esatti, che Michael Cruickshank ha deciso di aprire a Barcellona un bar specializzato in Gin Tonic; chissà, forse anche lui si era stufato di certi cocktail, o più semplicemente, come ama ripetere, aveva capito una grande verità: agli spagnoli piacciono le cose semplici, e noi, che ci sforziamo tutti i giorni di fare della semplicità un’ eccellenza, ci sentiamo di allargare questo concetto a tutto il mondo.

Certo è che quando Michael Cruickshank ha inaugurato il suo XIX Bar in molti lo credevano un matto: ma come? un locale dedicato al Gin Tonic? Ma chi lo beve il Gin Tonic?


Un passo indietro prima: il Gin Tonic in origine era un medicinale (per molti oggi è ancora così ma dopo un po' questa scusa non regge più) le due componenti principali infatti, il gin e la tonica, sono stati "inventati" in laboratorio, il primo distillando alcool e bacche di ginepro a fini terapeutici, da che queste ultime producono svariati benefici per l'organismo, aiutano la digestione e sono un potente antisettico; l’acqua tonica a base di chinino, invece, era stata pensata in origine come rimedio contro la malaria. La successiva aggiunta di zucchero e anidride carbonica, da un' idea del dottor Sheppe (vi dice niente?) ha avviato ufficialmente la storia di questo drink che oggi amiamo così tanto.
Ma si sa, la grandezza spesso è invisibile agli occhi, al pari dell'essenziale, e così, come Caravaggio che per più di due secoli è stato dimenticato prima di venire riscoperto, anche il Gin Tonic ha attraversato un lungo periodo di oblio, prima di essere giustamente celebrato a livello mondiale.
La prima ri-affermazione del Gin Tonic risale agli anni '80 e '90, quando divenne di moda fra gli studenti francesi, ma si trattava ancora di un mix approssimativo, che poco esaltava i profumi e i sapori dei due componenti.
La svolta al Gin Tonic come lo conosciamo oggi è arrivata solo con Michael Cruickshank e il suo XIX bar che per primo ha puntato sulla valorizzazione degli ingredienti e sui migliori abbinamenti possibili per arricchire ancora di più l'esperienza del cliente.
Quello che oggi per noi è normale, ovvero il cetriolo come garnish di un certo tipo di gin, nei primi anni 2000 sembrava una cosa fuori dal mondo.


Ma è la stessa idea di Gin Tonic a essere stata rivoluzionata da Michael Cruickshank: se prima ogni barman serviva un London Dry rigorosamente con la tonica a parte nel classico bicchiere da cocktail, con l'avvento del XIX Bar si è iniziato a giocare di più con i Premium, gin molto aromatici e impegnativi che con la loro complessità di sapori sono distintivi del modo alla spagnola di intendere il Gin Tonic. Di conseguenza è venuta anche una ricerca della migliore tonica da abbinare per concordanza o contrasto, e se tenete presente che il Gin Tonic nel baloon è composto da 1 parte gin e 4 parti tonica, capirete da soli il perché.
Anche la scelta della guarnizione deve seguire la regola concordanza/contrasto, senza mai dimenticare che il Gin Tonic non è una macedonia e che il troppo è nemico del giusto.
Quella infine di utilizzare il baloon con abbondante ghiaccio fu un'altra delle scelte vincenti di Michael Cruickshank che contribuì a rendere il Gin Tonic un drink fresco e dissetante, perfetto per le torride estati spagnole, e adatto a tutti i momenti della serata, a patto che il ghiaccio sia un blocco unico e compatto, senza crepe, perché non deve allungare con acqua il cocktail ma soltanto raffreddarne il contenuto


Anche per noi del Tabernario la scoperta a suo tempo del Gin Tonic fu una illuminazione; già sapete della vocazione ispanica che in parte ispira il nostro locale, e così quasi dal giorno 1 del Tabernario abbiamo iniziato a proporre il Gin Tonic 'alla spagnola' andando alla ricerca giorno dopo giorno dei migliori abbinamenti, curando la scelta dell'acqua tonica giusta per ogni tipo di gin, e soprattutto impegnandoci a scovare le etichette più interessanti.
Se date un'occhiata dietro al bancone vi accorgerete che lo spazio dedicato al gin aumenta piano piano sempre più, ma che ve lo diciamo a fare?
È anche (e soprattutto) merito vostro, che come noi benedite in giorno in cui Michael Cruickshank ha aperto il XIX bar...

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