Cosa bere al pranzo di Pasqua e alla grigliata di Pasquetta

Sembra ieri che vi parlavamo delle birre di Natale e invece tra un pandemia che sta finendo e una guerra in corso è già tempo di occuparci di Pasqua con la sua doppietta pranzo domenicale con i tuoi e grigliata di pasquetta con chi vuoi.

Per aprire le danze della domenica di Pasqua con un aperitivo degno di nota, il Sumelech per noi rimane sempre la scelta più azzeccata così da poter assaporare un extra brut con un carattere e un profumo che solo la montagna riesce a dare. (I pochi che ancora non sanno di che cosa stiamo parlando possono cliccare qui)

Che il primo, poi, sia una pasta al forno, o una pasta ripiena, la bottiglia che ci piacerebbe trovare in tavola è un NeroJbleo, Nero d’Avola de I Gulfi. Questa azienda agricola si trova in provincia di Ragusa con alcune tenute sulla punta meridionale verso Siracusa, nella valle di Noto dove il Nero d’Avola si esprime alla grande. Da lì escono dei veri e propri vinoni, belli corposi ed eleganti, ma anche un base come il NeroJbleo, che riesce al contempo a essere un vino elegante e molto fresco, che abbatte un po’ il falso mito che i vini del sud debbano essere tutti strong, così come si diceva che i vini valtellinesi fossero tutti acidi. Anche al sud invece, sull’Etna o in collina si posso fare dei vini più leggeri ma non per questo meno interessanti.

Il protagonista assoluto del pranzo di Pasqua però è l’agnello e in questo caso la nostra scelta, per esaltare al massimo un piatto così profondamente legato alla storia umana, non può che ricadere sul Lo Triolet Pinot Noir, un pinot nero della Valle d’Aosta. L’agnello è una carne delicata di un animale che ha avuto poche settimane di vita e che si è alimentato solo di latte, in abbinamento quindi ci vuole un vino con una discreta eleganza e una bella acidità: un vino di montagna più elegante che strutturato. E in questo caso Lo Triolet calza a pennello, anche come alternativa ai nostri Nebbiolo.

Per chiudere degnamente il pranzo oltreché una bella colomba e un uovo di cioccolato, suggeriamo un Passito Malvasia di Salina di Capofaro, un passito di Pantelleria fatto con la Malvasia Salina, caratterizzato da una beva quasi da vino bianco che si sposa alla perfezione con Colombe e dolci di pasticceria.

Infine, verso metà pomeriggio per il colpo di grazia, concedetevi un bel gin tonic (fatto bene eh), magari un London Dry così da prepararvi al meglio alla grigliata di pasquetta...


Bando alle ciance, agli ulivi, ai segni di pace anche con lo zio filorusso che per tutto il pranzo di Pasqua vi ha ammorbato con le sue nostalgie sovietiche e con Putin che ha fatto anche cose buone, il giorno di Pasquetta significa una cosa sola: grigliatona!

E la grigliatona di Pasquetta ci da il destro per riprendere un nostro vecchio pallino: le birre in lattina.
La Drago Verde di Lambrate, per esempio, per noi è ideale per l’occasione: una american lager a bassa gradazione, perfetta per ripartire di slancio in una giornata post pranzo di Pasqua in cui probabilmente avremo esagerato.
La Drago Verde in questo senso è perfetta e non a caso il suo nome richiama quello delle vecchie fontanelle milanesi, verdi e con il rubinetto a forma di drago, dove andare a bere dell’acqua dopo qualche birretta di troppo.
E se tra i vostri amici c'è qualcuno che storce sempre il naso quando gli parlate di birre in lattina, fate una prova: mettete le Drago Verde a rinfrescare accanto a qualche birra in bottiglia industriale (ottima per grigliatone come quella di Pasquetta ma che a livello di gusto in confronto alla lattina…bè, stappare per credere). Scommettiamo che a fine giornata avanzeranno solo le bottiglie? (Conoscendovi sappiamo che non avanzerete nulla lo stesso, ma è per rendere l’idea).

Questi sono i nostri consigli per una Pasqua Top!
Poi per gli auguri ci si vede di persona!

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